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Whatsapp e le nuove relazioni sociali

Stravolgere le relazioni sociali partendo da un classico "Come va?". Non tutti lo sanno, ma Whatsapp - l'app di messaggistica più utilizzata al mondo - deriva dall'espressione inglese What's up (in italiano letteralmente Come va?), unita all'al termine App. Era il 2009 quando due ex dipendenti del colosso statunitense Yahoo (Brian Acton e Jan Koum) realizzarono quella che sarebbe stata da lì a poco un'applicazione di massa, capace di sconvolgere nella sua semplicità d'uso la quotidianità delle relazioni sociali tra adulti e giovani.

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Whatsapp e la rottamazione degli SMS

Con l'avvento dei cellulari alla fine degli anni Novanta, milioni di persone in tutto il mondo comunicavano tramite SMS, semplici messaggi di testo privi di elementi multimediali. Spesso a pagamento, gli SMS non avevano mai superato le tradizionali telefonate come principale strumento di conversazione. La diffusione degli smartphone a fine anni Duemila e la creazione delle prime app di messaggistica istantanea decretarono la morte dei messaggi di testo. Il passaggio fu traumatico, guidato in prima persona da Whatsapp, rottamatrice per antonomasia degli SMS. In pochi, allora, si resero conto che di lì a pochi anni le relazioni sociali non sarebbero più state le stesse di prima. Se gli SMS diventarono una forma di comunicazione quasi preistorica, le telefonate vennero sempre più accontanate a favore di emoticon, messaggi vocali e videochiamate. A distanza di pochi mesi dal suo arrivo, Whatsapp si trasformò nel più potente mezzo di comunicazione su scala mondiale. Scaricabile sia da iPhone che da smartphone Android e Windows Phone, per Whatsapp si spalancò la strada del successo planetario.

Whatsapp e le nuove relazioni virtuali

Prima una emoticon, poi un'altra. Qualche messaggio vocale disseminato qui e là. L'invio quindi di selfie, immagini, brevi video. In sintesi, una normale conversazione su Whatsapp ai giorni nostri. Le parole non trovano più spazio, cancellate dalla forza espressiva delle emoticon e dalle infinite possibilità di personalizzazione che l'app regala ai propri utenti. Nessuno è immune dalle nuove relazioni virtuali, siano esse di amicizia o di amore. Giovani, ma anche adulti, si collegano a Whatsapp da quando si svegliano a prima di addormentarsi, preferendo l'app di messaggistica istantanea più famosa al mondo a una telefonata o a un incontro reale. L'estraniamento dalla realtà si manifesta in tutte le situazioni in cui si ha in mano il proprio smartphone e si instaura una conversazione con uno dei contatti presenti nella lista. Non di rado si assiste a conversazioni con Whatsapp tra due giovani che siedono allo stesso tavolo, l'esempio forse più lampante di quelle che sono oggi le dinamiche sociali all'interno del mondo dei più giovani così come degli adulti.

Whatsapp e il rapporto genitori-figli

L'età anagrafica di coloro che possiedono uno smartphone sta calando drasticamente da qualche anno a questa parte. Non è più raro vedere ormai un bambino che frequenta l'ultimo anno delle elementari con un cellulare in mano, mentre è divenuta quasi la norma per chi è iscritto alle scuole medie. Anche per loro, Whatsapp resta una delle applicazioni più utilizzate. In questa fascia di età, l'uso di Whatsapp spesso si limita alle conversazioni con i propri genitori o con l'amichetto del cuore. Ciò che desta maggiore interesse è il rapporto che si è venuto a creare negli ultimi anni tra genitori e figli proprio a causa di Whatsapp. Oggi le madri dialogano con i figli più con i messaggi vocali piuttosto che con le telefonate di un tempo. Dall'altra parte, i ragazzi e le ragazze sono soliti comunicare con i loro parenti più stretti attraverso immagini, selfie e brevi vocali. Inoltre, i figli più diligenti trasmettono con un messaggio su Whatsapp la propria posizione quando sono fuori casa, così da non far stare in pensiero i propri genitori. Prima, invece, si era soliti telefonare mamma e papà per rassicurarli circa il viaggio e dove si trovavano. Ora il tutto si è ridotto a una semplice posizione sulle mappe di Google e una o più foto come allegato.

Whatsapp e i gruppi

Alle emoticon e ai messaggi vocali, l'universo di Whatsapp include i gruppi. A differenza dei primi due elementi, quest'ultimi hanno avuto in più di un'occasione un ruolo da protagonisti in storie drammatiche. Si pensi, ad esempio, ai video che ritraggono scene di abusi su minorenni o filmati spinti, con i gruppi di Whatsapp che contribuiscono a renderli virali. Le vittime dei video vengono derise, gli utenti iscritti a questo o quell'altro gruppo si trasformano in pochi secondi in branco. Nei casi più tristi, la vittima in oggetto decide di togliersi la vita, non reggendo alla gogna pubblica. Così Whatsapp si trasforma in pericoloso veicolo di video e filmati che il più delle volte hanno in primo piano l'ambiente scolastico. La stessa scuola, inoltre, ha conosciuto negli ultimi anni una vera e propria rivoluzione nei rapporti tra genitori e insegnanti di una stessa classe. Giorno dopo giorno, infatti, nascono nuovi gruppi in cui confluiscono i genitori degli alunni di una specifica classe, dove ci si scambia informazioni riguardo alle attività svolte in classe o al di fuori dell'istituto, il rendimento scolastico dei propri figli ed eventuali problemi di natura disciplinare. In molti casi dunque i gruppi di Whatsapp si sono sostituiti, di fatto, alle conversazioni reali che avvenivano fuori dalla scuola tra i genitori degli alunni di una stessa classe.

Whatsapp e le statistiche delle app simili

A inizio 2018, gli utenti di Whatsapp attivi erano un miliardo. Questo numero impressionante di persone che utilizzano l'applicazione di messaggistica istantanea si traduce in un altro numero ancora più esagerato: i messaggi che vengono scambiati ogni giorno con i propri contatti sono 65 miliardi. Il fenomeno Whatsapp non è però il solo ad aver sconvolto di recente le dinamiche sociali tra le persone comuni. Accanto a Whatsapp, infatti, continuano a crescere in maniera inarrestabile anche altre app di comunicazione più o meno simili. Telegram, ad esempio, ha raggiunto i 200 milioni di utenti attivi al mese, facendo segnare un aumento pari al 70 per cento su base annua. Snapchat, invece, può vantare un numero di utenti attivi giornalmente pari a 9 milioni. A distanza di quasi 10 anni ormai, il re rimane in ogni caso Whatsapp e il suo micro universo di funzioni che ha cambiato per sempre la comunicazione tra adulti e giovani.

Come Whatsapp è entrato nel mondo del recupero dati

Il fenomeno Whatsapp si è subdolamente infilato in un campo estremamente delicato e sensibile, quello del recupero dati. Se ci fermiamo un attimo a pensare quello che viene trasmesso tramite le chat Whatsapp, possiamo anche ben immaginare il perchè esistano dei momenti specifici di vita in cui si presenti la necessita’ di recuperare assolutamente cio’ che è stato cancellato dalla cronologia Whatsapp.
Sebbene possa questo suscitare scalpore o paranoie varie, possiamo affermare, che in molti casi il recupero dati da messaggistica Whatsapp ha un valore così inestimabile da poter essere portato, in casi limiti, a testimonianza di importanti cause legali. Il tipo di procedura è assolutamente anonima e protetta da privacy, viene infatti in questi casi attivata un’analisi forense sullo smartphone “custode” di questi dati sensibili. Un app divertente e goliardica può in alcuni casi essere trasformata in una potente arma legale.

Se sei interessato a questo argomento puoi approfondire le tue conoscenze leggendo questi articoli del nostro blog:
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